Rinforzo positivo e autoaccreditamento

8 03 2010

Nella maggior parte dei cani, la motivazione primaria dell’appetito è molto forte e riesce a far vincere loro – anche se solo per un momento – anche stati paurosi ben radicati.

Non è inusuale infatti che al rifugio, cani che normalmente si tengono a distanza da noi, poi vengano a mangiare un bocconcino dalla nostra mano, se glielo porgiamo nel modo giusto (generalmente accovacciati e guardando altrove); si tratta di brevi istanti, dopodiché il cane gira sui tacchi e fa quei due o tre metri che gli consentono di tenerci al di fuori della sua cosiddetta bolla di tolleranza.

Questo lavoro, che molti volontari svolgono senza nemmeno saperlo e un po’ a caso, se mirato al raggiungimento di uno scopo specifico, rappresenta un primo importante step verso quella che poi dovrà svilupparsi come una relazione sociale con noi. Ovviamente stiamo parlando di cani che hanno paura delle persone e grosse difficoltà a impostare una relazione con un essere umano che sia anche solo di tolleranza nel condividere uno stesso spazio. Col passare del tempo il cane imparerà a non temerci, che l’individuo-uomo è fonte di soddisfazione per il suo appetito e questo farà in modo da metterci in una luce migliore ai suoi occhi. Quindi cominceremo a premiarlo con un bocconcino tutte le volte che ci guarderà, che ci verrà vicino, che ci permetterà di accarezzarlo, procedendo in questo modo fino ad ottenere da lui sempre maggior confidenza. È opportuno che questo lavoro venga compiuto da più di una persona, per non correre il rischio che si crei un legame morboso con una sola persona, che rischierebbe di trasformare quella relazione in una sorta di dipendenza.

Mentre il cane acquista maggior fiducia in noi, man mano che gli incontri si svolgono, on solo noi veniamo accreditati come persone verso cui non aver paura, ma il cane stesso aumenta la propria autostima, vincendo la sua diffidenza nei nostri confronti.

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